Consorzio Villa Basilica | BiomassPlus
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Cosa è

Biomass + è un progetto finanziato dal Programma di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Francia “Marittimo” 2007-2013 di durata di 30 mesi (Giugno 2013 – Novembre 2015). Biomass + costituisce l’evoluzione del progetto Biomass (http://www.biomass-it-fr.eu) che è stato un progetto finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale nell’ambito del Programma di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Francia Maritimo (promosso dalla Provincia di Lucca in partenariato con la Regione Liguria, l’Office du Développement Agricole et Rural de Corse, la Provincia di Nuoro, la Provincia di Massa-Carrara, la Provincia di Pisa e la Provincia di Grosseto per una durata di 26 mesi: Aprile 2009 – Maggio 2001). Biomass ha creato le condizioni conoscitive, scientifiche, organizzative e di programmazione istituzionale funzionali alla promozione della filiera corta e ad un utilizzo delle biomasse che sia:

 

  • duraturo nel tempo;
  • compatibile con le disponibilità della risorsa;
  • socialmente condiviso;
  • economicamente funzionale al settore agro-forestale.

 

Biomass + è determinato a valorizzare il lavoro e gli insegnamenti della precedente esperienza, rendendoli maggiormente operativi e stabili nel tempo.

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L’obiettivo

In particolare, il progetto Biomass + intende:

 

  • attivare e rendere durature nel tempo le filiere corte “organizzate” o comunque “sperimentate” con Biomass;
  • stabilizzare, estendere e rendere accessibile al pubblico il lavoro scientifico, con la costituzione di un Osservatorio Transfrontaliero degli impianti esistenti, che ne monitori pubblicamente le performance e fornisca una corretta informazione circa l’impatto ambientale delle caldaie;
  • definire procedure di certificazione al fine di “certificare” la filiera corta, ovvero la provenienza “in loco” del cippato di origine agricola e forestale;

 

Biomass + si rivolge a tutti i soggetti della filiera, in particolare i destinatari del progetto sono:

 

  • i proprietari forestali che mettono a disposizione i loro boschi;
  • le imprese agricole e forestali che attivano e alimentano le filiere corte;
  • gli alunni e il corpo docente e non docente delle scuole, chi lavora nelle imprese e negli enti, chi alloggia nelle abitazioni che beneficiano del teleriscaldamento;
  • la cittadinanza che può verificare i dati relativi agli impianti o che può partecipare direttamente all’organizzazione della filiera corta (Consorzi Forestali, cittadini del Comune di Castelnuovo Magra);
  • i decisori che hanno gli elementi utili per valutare l’impatto ambientale degli impianti a biomasse.

Gli interventi

Gli investimenti materiali interessano i singoli territori e permettono alle filiere corte organizzate o sperimentate con il primo progetto Biomass di attivarsi e funzionare a pieno regime: acquisizione di attrezzature, installazione di caldaie, realizzazione di piattaforme. Gli interventi immateriali mirano a valorizzare e rendere stabile nel tempo il lavoro tecnico e scientifico di Biomass relativo alle disponibilità delle risorse, al censimento degli impianti, al monitoraggio delle performance degli impianti stessi, rendendolo di dominio pubblico: applicativo informatico e suo collegamento alle caldaie esistenti. Altri investimenti materiali sono funzionali a permettere alle singole caldaie di essere monitorate in maniera stabile e strutturata nel tempo: rilevatori di umidità, apparecchi per la comunicazione in remoto dei dati, sonde per i fumi. Tale insieme di attività permette di “applicare nel concreto” il modello di filiera corta che Biomass ha studiato, teorizzato, organizzato e diffuso in alcune parti del territorio. Gli interventi previsti rispondono ad alcune esigenze fondamentali emerse sia dal precedente progetto (che ha saputo coinvolgere centinaia di destinatari finali) che da alcuni incontri specifici con operatori privati e decisori:

  • manutenzione e valorizzazione delle risorse agricole e boschive e miglioramento dell’economia forestale e agricola che interessa le imprese che operano nel bosco, i produttori agricoli e i proprietari forestali;
  • accesso ad attrezzature e macchinari strettamente funzionali all’attivazione della filiera corta, che i singoli operatori del bosco non possono acquisire
    singolarmente, ma solo all’interno di organizzazioni come i Consorzi Forestali;
  • abbattimento dei costi per il riscaldamento che interessa in modo particolare le aree montane non metanizzate e il settore agricolo (serre a gasolio);
  • maggiore conoscenza delle caratteristiche del cippato (umidità) e delle performance delle caldaie, anche come modalità per migliorare il mercato del
    cippato e la gestione delle caldaie, come già avvenuto concretamente con Biomass;
  • maggiore consapevolezza dell’opinione pubblica e dei decisori circa la disponibilità della risorsa, gli impianti esistenti, le performance delle caldaie e gli impatti ambientali che effettivamente producono l’utilizzo energetico delle biomasse. Tale esigenza interessa anche la governance e il miglioramento delle politiche di incentivazione e di autorizzazione, tema rispetto alle quali il progetto Biomass ha proposto alcune soluzioni al legislatore.

Le attività

Le attività previste prevedono diversi tipi di investimenti:

  • l’acquisizione di attrezzature e la realizzazione di interventi funzionale all’attivazione o potenziamento delle filiere corte dei territori coinvolti. Si tratta di realizzare una piazzola di stoccaggio a Pescaglia e acquisire una cippatrice a Villa Basilica, quali investimenti necessari per l’attivazione delle filiere corte; installazione di 1 impianto e di 1 caldaia per le serre, per l’attivazione della filiera del basilico nel Genovesato; realizzazione di 1 piazzola di stoccaggio, installazione di 1 caldaia e acquisizione di altre attrezzature in Corsica; installazione di 2 caldaie presso 2 scuole o altre strutture della/in Provincia di Nuoro; installazione di 1 caldaia presso il canile dell’UC della Lunigiana; acquisizione di 1 impianto e altre attrezzature per la creazione di carbonella dalle foreste dell’Amiata; acquisizione di attrezzature per la raccolta e valorizzazione dei residui agro-forestali e degli scarti vegetali nel comune di Castelnuovo Magra;
  • la creazione di un Osservatorio Transfrontaliero con applicativo informatico dove inserire i dati del progetto Biomass relativi a disponibilità, impianti esistenti, performance degli impianti esistenti; acquisizione /messa a disposizione di attrezzature necessarie a rilevare e comunicare i dati relativi agli impianti per l’Osservatorio; proseguimento del monitoraggio ed estensione ad altri territori e caldaie;
  • attività di comunicazione e di sensibilizzazione circa gli impatti ambientali delle filiere.

Cosa ci si aspetta

Il principale risultato atteso è la costituzione di un Osservatorio unico Transfrontaliero, capace di raccogliere e gestire tutte le informazioni utili per il funzionamento delle filiere (disponibilità della risorsa, presenza di impianti e piattaforme, consumi e performance degli impianti esistenti e previsti, impatto sull’utenza finale). Tutte le filiere esaminate e tutti gli impianti seguiti dall’Osservatorio saranno collegati con un sistema di monitoraggio in remoto in grado di rilevare sia dati di produzione e gestione in tempo reale, sia dati di carattere ambientale. Inoltre le attività previste e gli investimenti non avranno quindi solo effetti promozionali e divulgativi delle tecnologie, ma avranno effetti diretti sulla affermazione e stabilizzazione economico-finanziaria delle filiere esaminate nel corso del progetto BIOMASS. In particolare, gli interventi agiranno sui seguenti elementi della filiera:

 

  • riduzione dei costi di produzione del cippato: grazie a investimenti in attrezzature per l’ottimizzazione dei cantieri forestali in aree molto acclivi (teleferiche), con conseguente aumento degli utili delle imprese boschive e della relativa occupazione;
  • aumento delle superfici forestali in produzione e conseguente aumento del fatturato generato dalle filiere bioenergetiche: grazie a investimenti in attrezzature per l’ottimizzazione dei cantieri forestali in aree molto acclivi (teleferiche), con incremento dell’offerta di biomasse complessiva e dell’occupazione;
  • diversificazione delle produzioni forestali e valorizzazione economica delle produzioni: grazie all’acquisizione di cippatrici per la produzione di cippato di qualità (maggiore sicurezza e stabilità economica delle imprese del settore forestale) sarà conseguibile un valore aggiunto più elevato per le imprese forestali;
  • certificazione di qualità e di origine locale per soddisfare le esigenze e le richieste di trasparenza dei consumatori finali: grazie alla sperimentazione di sistemi di certificazione e tracciabilità del cippato e alla definizione delle procedure e disciplinari (attivazione di occupazione legata al sistema di certificazione, incremento del valore aggiunto delle produzioni certificate, incremento dell’occupazione delle imprese certificate)
  • ottimizzazione della gestione logistica e dei relativi costi: grazie alla realizzazione di piattaforme logistiche e commerciali di prodotti forestali (con conseguente incremento delle attività di filiera e della relativa occupazione)
  • creazione di nuove filiere locali e ampliamento del relativo mercato: attraverso investimenti in nuovi impianti termici a cippato, sia in Sardegna che nel continente, nonché grazie all’acquisizione di cippatrici per la produzione di cippato di qualità (idoneo a tali impianti) sarà possibile acquisire nuovi segmenti di mercato caratterizzati da utenze singole e bifamiliari anche di ambito perturbano (con conseguente incremento delle attività di imprese forestali locali e dell’occupazione e redditività);